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ARM n. 187

Prezzo: €12.00




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EDITORIALE ARM 187

 

"Comunicare"

La necessità dell’uomo di comunicare con i propri simili ha origini che si dissolvono nell’arco dei millenni ed è un bisogno intrinseco nella sua stessa natura. Il verbo italiano “comunicare” deriva direttamente dal latino “communicare”, che significa “mettere in comune”, “condividere” o “rendere comune”. Questa parola è a sua volta composta da “cum” (“con”, “insieme”) e “munus” (“dono”, “incarico”, “dovere”). L’etimologia evidenzia che comunicare implica un processo di condivisione reciproca, un dare e ricevere tra soggetti in uno spazio e un tempo comuni.

Tracciare un percorso storico dello svolgersi dei mezzi e delle forme di comunicazione significherebbe perdersi nei meandri di un’evoluzione che al tempo stesso agisce sul piano biologico e tecnologico. Infatti, lo sviluppo delle tecnologie ha contribuito aiutando l’uomo a fare più agevolmente ciò che già faceva in modo naturale, poi, via via lo scenario è mutato. Le macchine create dall’uomo stanno cambiando profondamente l’uomo intervenendo sul nostro modo di gestire le attività economiche, di relazionarci con gli altri e il nostro rapporto con l’ambiente. Ora più che mai uno squilibrio di rapporti del biologico a favore del tecnologico ci influenza e a nostra insaputa ci manipola.

Mi torna alla mente una delle tante “storielle zen” che a volte si incontrano anche in rete:

La rana che non sapeva di essere cotta di Angelo Mancini

«Una piccola ranocchia nuotava tranquilla in una pentola piena di acqua fredda. Un piccolo fuoco venne acceso sotto la pentola in modo che l’acqua si riscaldasse molto lentamente. L’acqua pian piano diventò tiepida e la ranocchia, trovando la cosa piuttosto gradevole, continuò a nuotare. La temperatura intanto continuava lentamente a salire. A un certo punto l’acqua si fa calda, più di quanto la rana potesse apprezzare: cominciò a sentirsi un po’ affaticata, ma non si spaventò e continuò a nuotare. Dopo un po’ di tempo l’acqua divenne veramente calda e la ranocchia cominciò a trovare la situazione assai sgradevole, ma, essendo molto indebolita, continuò a sopportare e non fece nulla. La temperatura continuò inesorabilmente a salire sino a quando la ranocchia finì semplicemente per cuocere e morire.

Se la stessa ranocchia, invece, fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola e si sarebbe salvata».

 

Morale: quando un cambiamento avviene in modo impercettibile, sfugge alla coscienza e non suscita, nella maggior parte dei casi, alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta. Anzi, il fatto viene interpretato come una conquista di benessere e libertà.

 

Negli ultimi tempi assistiamo giorno dopo giorno a un’evoluzione del digitale e della realtà allargata che soltanto quella che viene oggi definita “generazione Z” è in grado di seguirne gli aggiornamenti che quotidianamente vengono attuati. Si rende dunque necessario analizzare questo nuovo contesto se vogliamo individuare le opportunità e i contro del “diluvio” di tecnologie dell’informazione e della comunicazione. È necessario valutare attentamente le conseguenze del diffondersi dell’intelligenza artificiale, in particolare quando il rischio diventa quello di sconfinare dallo stretto ambito tecnologico.

 

Mosè Battocchio

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